Qualcosa di Ochún...

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Qualcosa di Ochún...



"Ochún, la bella tra le belle, amava passeggiare per la selva.
Cantava e giocava con gli animali perché riusciva ad ammansirli, e neppure gli scorpioni si sognavano di pizzicarla.

Un giorno Oggún, l'infaticabile fabbro, la vide passare e si accorse che lei lo aveva colpito al cuore. Impetuoso e brutale, rincorse quella che sollevava il suo desiderio, deciso a possederla.

Ochún, che era innamorata di Changò, si spaventò a morte.
Agile come il vento, in una folle corsa, attraversò i verdi campi di Orisha-Oko, la divinità che assicura la fecondità della terra.
Ma Oggún violento e testardo stava per raggiungerla. E per sfuggirgli fu così che la disperata Ochún si gettò in un fiume. Trascinata dalla corrente, arrivò sino alla foce del corso d'acqua e s'imbatté nella potente Yemayà, madre di tutti gli Orishas.

Commossa e piena di compassione, Yemayà la prese sotto la sua protezione e le regalò il fiume per permetterle di vivere. Per farla tornare felice, la ricoprì di gioie, di coralli e d'infinite ricchezze.

E' per questo che Ochún vive nei corsi d'acqua e ama tanto Yemayà."



Ho pensato di iniziare questo articolo dedicato a Ochún con un suo pataki: un modo forse un po' inusuale per introdurmi ed introdurvi, in punta di piedi, nell'universo affascinante della religione yoruba e del culto degli orishas.
I Patakì o itàs sono racconti e insegnamenti di tradizione orale della religione Yoruba dove ogni storia confluisce nella successiva, come ruscello nell'Oceano. Questi racconti sono tantissimi, diversi tra loro e talvolta addirittura contraddittori; hanno spesso molti significati ed è perciò solamente con il tempo che si può sviluppare una comprensione profonda.
Pur trattandosi di fonti orali, i pataki sono tuttavia considerati molto importanti non solo da un punto di vista religioso, ma anche da un punto di vista antropologico.


Ma chi è Ochún, questa dea tanto bella e desiderata?

Oshun RiverOchún... il suo nome ricorda Oshun River, il fiume nigeriano ad Ekit,i nei pressi di Oshogbo, di cui la dea porta il nome ed è padrona.

Identificata con la Patrona di Cuba, la Virgen de la Caridad del Cobre, Ochún è anche una delle sette potenze africane assieme a Obbatalà, Elegguà, Yemanyà, Changò, Oggún e Orunla.
Pur essendo la più giovane tra le Orisha femminili, ha meritato il titolo di Iyalode o Grande Regina del cielo, ed è così che viene rappresentata nella mente dei cubani, che hanno nei suoi confronti una profonda devozione. Inoltre può sostituire qualsiasi Orisha, persino Obbatala.

E' vestita con una gonna gialla ed una cintura a fascia, che sopra al ventre ha un oggetto a forma di rombo. Al bordo del vestito ha un festone di puntas con cascabelitos colgantes.
Suoi attributi sono un ventaglio tempestato di perle gialle (abebe), uno specchio e il corallo. Il suo colore è il giallo, il suo metallo l'oro.

Dea delle acque dolci (non a caso è padrona di Oshun River), sorella di acque di Yemaya, Ochún rappresenta la quintessenza della femminilità.
Associata alla bellezza e alla sensualità, al miele e all'oro, è la divinità dell'amore libero e indipendente. Si racconta che nelle sue braccia sostarono innumerevoli amanti, molti dei quali Orisha. Anche se, come racconta il pataki, viene associata soprattutto a Changò, suo corrispettivo maschile, il più maschio di tutti gli orisha.
Le sue armi di seduzione sono soprattutto il miele ed il canto.
Ochún viene associata anche alla fecondità e alla maternità, infatti usa i suoi poteri per dare bambini a coppie che non ne hanno. In Nigeria viene adorata perché le si attribuisce la creazione del feto all'interno dell'utero. Infatti, insieme a Yemayà, presiede l'embrione. Non sorprende perciò che tra i suoi amati compiti vi sia anche quello di assistere le gestanti e le partorienti.



E' vanitosa Ochún, ama indossare vesti preziose, gioielli in rame e in oro e le piace in genere adornarsi di attenzioni. Ama scherzare, giocare, truccarsi, profumarsi e guardarsi allo specchio, ed è capace di flirtare con tutti. Si dice che nessuno, Orisha o umano che sia, può resistere al suo fascino. Ha però anche un lato molto serio, e può essere molto combattiva, specialmente quando lotta per difendere i suoi figli.



E' sensuale e sa essere estremamente dolce e sensibile, ma anche terribile e spietata con chi la fa arrabbiare e le reca offesa. Però non mostra mai la sua ira: "uccide ridendo". Ottenere il suo perdono è molto diffcile, se non addirittura impossibile.

Viene rappresentata spesso come una splendida giovane mulatta, sempre allegra e sorridente, amante della danza e delle feste, ove si reca sempre accompagnata dal suono dei suoi campanelli.
Il suo arrivo è preannunciato proprio dalla sua risata e dal tintinnare degli innumerevoli bracciali che indossa...




Mi Ochún - Ruth Fernandez





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I cammini di Ochún

Nei suoi vari cammini, o passaggi, o manifestazioni, la dea assume nomi diversi e viene rappresentata in modi differenti.
Eccone alcuni:

Susan Matthews - Ochún keeper of the river (acrilico su tela)Yeyé Morò
E' la più allegra e civetta di tutte, ha una grande sintonia con Oggún, motivo per cui molti Lucumi la considerano "mungungu" o "regina ngangà".

Ochún Kayodè
Come Yeyé Moré passa la vita danzando ed è molto allegra. Changò la prese in sposa ed era molto rispettata ed amata. I suoi caracoles sono marrone scuro e porta una chiave d'oro che le donò Elegguà, con la quale apre le porte della felicità e i cuori delle genti, e per questo tutti la amano.

Ibu Akuaro
E' la regina senza corona. Vive dove il fiume incontra il mare, pertanto è regina di acque dolci e salate.
E' colei che prepara i filtri d'amore. Si è soliti farle offerte con miele e molto oro e profumi e una bottiglia di sidro dolce. Prima di recarsi al luogo di culto, si deve ingraziarsi Yemayà, sua madre adottiva che la salvò. Akuara, per molti Lucumì, è uno dei più antichi passaggi di Ochún .

Ibu Aña
E' la Ochún dei tamburi. Nel suonarli si è soliti evocare il suo nome (Aña) per tenere il tempo. E' colei che non sente il tamburo ma va diretta verso lui. E' molto amata dai suonatori di tamburo de "las reglas cubana".

Ayede
E' colei che più sembra una regina. La sua corona è rivestiva di tessuto giallo e di piume di pappagallo e usignolo. E' elegante, una gran signora, che ama la musica e le feste ma è anche giudiziosa e fedele moglie di Changò. Terribilmete gelosa, i suoi occhi sprizzano odio quando un'altra Orisha cerca di conquistarlo.

Eleke Oni
E' Ochún la guerriera. Vive vicino all'albero del Paradiso e indossa una collana fatta di semi. Non ha corona, ma quattro collane. E' molto forte.

Sekesè
E' molto seria. Taluni popoli africani, come i Takùa e gli Ihebu usano porgere il proprio figlio tra le Sue braccia. E' moglie fedele di Changò e le si attribuisce questo figlio, il Changò Ibeji.

Fumikè
E' legata a Obatalà, che le concesse il dono di dare la vita e la nascita di nuove persone sulla terra. Lei dona figli alle donne sterili e ama molto i bambini.



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Le danze di Ochún


Le danze di Ochún sono tutte, purché sensuali e belle.
Quando si alza, ride come Yemayà ed agita le braccia per far suonare i suoi braccialetti d'oro. Le sue mani scorrono lungo il suo corpo come i torrenti e i ruscelli scorrono lungo le colline. Generalmente danza con voluttuosità e tiene le mani tese in avanti, come se implorasse, mentre fa suggestive contorsioni col bacino ed i fianchi. Vuole, esige miele Pide, simbolo della dolcezza e dell'essenza amorosa della vita.


Baile de Ochún Bata - con ROSA Angel Afro Cuban Concepto




Ochún - cantado por Grupo Yoruba Andabo





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Ochún in musica

Come ben sappiamo il culto degli Orishas della Santeria ha influenzato fortemente la cultura cubana, anche per ciò che concerne la musica e la danza.
Tra tutti gli esempi possibili, il più noto è quello del brano "¿Y Que Tu Quieres Que Te Den? " del maestro Adalberto Alvarez. Nella parte iniziale infatti si può ascoltare proprio una preghiera a Ochún in lingua yoruba:

*Iya mi ile odo
Iya mi ile odo
Gbogbo ache
Iya mi sala maa wo e
Iya mi ile odo


*La casa (ile) di mia madre (iya mi) è il fiume (odo).



Albums di musica legata alla Santeria dedicati a Ochún:

Ochún - Abbilona Tambor Yoruba
Ochún II - Abbilona Tambor Yoruba
Violin A Ochún - Orquesta Estrellas Cubanas



Canto Yoruba a Ochún
(ringrazio Sbandao per avermi fatto conoscere questo bellissimo brano!)

Ochún [Canto Yoruba] * Mercedita Valdes, Jesus Perez (flash player)





Ochún [Canto Yoruba] * Mercedita Valdes, Jesus Perez (quicktime player)








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Güiro para Ochún




Non molto tempo fa abbiamo cercato assieme ad altri amici di chiarirci cosa fosse il "Toque de Güiro". Si tratta in realtà di un particolare ritmo che viene utilizzato in alcune cerimonie religiose in alternativa ai Tamburi Batà.

Il video che vi segnalo è un breve documentario molto interessante.







Güiro para Ochún, en los viejos tiempos habaneros





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Ochún e la Virgen

Come già detto, Ochún viene identificata con la Patrona di Cuba, la Virgen de la Caridad del Cobre. Questo titolo le fu riconosciuto da Papa Benedetto XV il 26 maggio 1916, ma sarà Giovanni Paolo II, nel 1998, ad incoronarla Regina e Patrona della Repubblica di Cuba, nella Plaza Antonio Maceo, in Santiago de Cuba.

La Virgen, che viene chiamata affettuosamente dai Cubani "Cachita", è molto piccola e viene raffigurata su una base rotonda mentre sostiene nel braccio sinistro il Bambino Gesù (che a sua volta sorregge un globo terracqueo).
Il Santuario de Nuestra Señora de la Caridad è situato nel villaggio El Cobre, a 16 km circa da Santiago.






Ochún e la Virgen de la Caridad del Cobre: due vergini brune curioso simbolo di unità che attrae la fede di un paese. E più significativo ancora, dato che nei riti e nelle devozioni afrocubane queste due vergini brune hanno uguale riverenza.





Offerta di girasoli nel santuario. Evidentissimo riferimento a Ochún e alla sua identificazione con l'immagine della Virgen de la Caridad.




Approfondimento

Molto donna e un po' madonna:
sulle tracce di OCHUN nella letteratura cubana



(Articolo pubblicato negli atti del convegno: Narrative femminili cubane tra mito e realtà. Atti del convegno, Venezia, Università Ca' Foscari, Comitato per le Pari Opportunità, 2003, pp. 69-80).

"La somiglianza fisica tra l'animista Ochún e la cattolica "Virgencita de la Caridad", da tempo venerata nel Santuario del Cobre e dal 1915 patrona di Cuba, è palese: entrambe sono brune di carnagione, fini di lineamenti, ostentano una capigliatura nera e fluente, vestono sontuosi abiti solari, vantano corona e monili dorati. Meno facile, invece, se accettiamo l'ipotesi che esista un nesso più profondo di affinità e scambio tra le due figure, è addentrarsi nell'intricata ed esuberante selva del sincretismo religioso e culturale cubano. Lasciare per un attimo da parte le leggende popolari di radice spagnola e i patakines (poetiche parabole di origine africana) e ricordare alcuni dati storici potrà forse aiutarci a trovare il sentiero. "

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NOTA: le informazioni presenti in tutte le pagine dell'articolo su Ochún sono state ricercate, sintetizzate, rielaborate e adattate per il sito da joelle.






L'autore di questo articolo è Dancing Is My Dream
http://www.dancingismydream.it

L'indirizzo di questo articolo è:
http://www.dancingismydream.it/modules/sections/index.php?op=viewarticle&artid=13