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"Nella gioia l'uomo parla: le parole non gli bastano, perciò le allunga. Ma prolungate non gli bastano, perciò le modula. Ma modulate non gli bastano, perciò muove le mani. E questo neppur gli basta! Perciò si mette a saltare."
Un giorno Oggún, l'infaticabile fabbro, la vide passare e si accorse che lei lo aveva colpito al cuore. Impetuoso e brutale, rincorse quella che sollevava il suo desiderio, deciso a possederla.
Commossa e piena di compassione, Yemayà la prese sotto la sua protezione e le regalò il fiume per permetterle di vivere. Per farla tornare felice, la ricoprì di gioie, di coralli e d'infinite ricchezze.
E' per questo che Ochún vive nei corsi d'acqua e ama tanto Yemayà ."
Ho pensato di iniziare questo articolo dedicato a Ochún con un suo pataki: un modo forse un po' inusuale per introdurmi ed introdurvi, in punta di piedi, nell'universo affascinante della religione yoruba e del culto degli orishas. I Patakì o itàs sono racconti e insegnamenti di tradizione orale della religione Yoruba dove ogni storia confluisce nella successiva, come ruscello nell'Oceano. Questi racconti sono tantissimi, diversi tra loro e talvolta addirittura contraddittori; hanno spesso molti significati ed è perciò solamente con il tempo che si può sviluppare una comprensione profonda. Pur trattandosi di fonti orali, i pataki sono tuttavia considerati molto importanti non solo da un punto di vista religioso, ma anche da un punto di vista antropologico.
Ma chi è Ochún, questa dea tanto bella e desiderata?
Ochún... il suo nome ricorda Oshun River, il fiume nigeriano ad Ekit,i nei pressi di Oshogbo, di cui la dea porta il nome ed è padrona.
Identificata con la Patrona di Cuba, la Virgen de la Caridad del Cobre, Ochún è anche una delle sette potenze africane assieme a Obbatalà , Elegguà , Yemanyà , Changò, Oggún e Orunla. Pur essendo la più giovane tra le Orisha femminili, ha meritato il titolo di Iyalode o Grande Regina del cielo, ed è così che viene rappresentata nella mente dei cubani, che hanno nei suoi confronti una profonda devozione. Inoltre può sostituire qualsiasi Orisha, persino Obbatala.
E' vestita con una gonna gialla ed una cintura a fascia, che sopra al ventre ha un oggetto a forma di rombo. Al bordo del vestito ha un festone di puntas con cascabelitos colgantes. Suoi attributi sono un ventaglio tempestato di perle gialle (abebe), uno specchio e il corallo. Il suo colore è il giallo, il suo metallo l'oro.
E' vanitosa Ochún, ama indossare vesti preziose, gioielli in rame e in oro e le piace in genere adornarsi di attenzioni. Ama scherzare, giocare, truccarsi, profumarsi e guardarsi allo specchio, ed è capace di flirtare con tutti. Si dice che nessuno, Orisha o umano che sia, può resistere al suo fascino. Ha però anche un lato molto serio, e può essere molto combattiva, specialmente quando lotta per difendere i suoi figli.
E' sensuale e sa essere estremamente dolce e sensibile, ma anche terribile e spietata con chi la fa arrabbiare e le reca offesa. Però non mostra mai la sua ira: "uccide ridendo". Ottenere il suo perdono è molto diffcile, se non addirittura impossibile.
Viene rappresentata spesso come una splendida giovane mulatta, sempre allegra e sorridente, amante della danza e delle feste, ove si reca sempre accompagnata dal suono dei suoi campanelli. Il suo arrivo è preannunciato proprio dalla sua risata e dal tintinnare degli innumerevoli bracciali che indossa...
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